GIOVANNI SARTORI…rappresentanza, Diritti & Doveri
Il grande economista in risposta ad un articolo a suo giudizio tendenzioso sulla partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni politiche di “prima fascia” risponde a tono…Il suo articolo e i suoi concetti sono chiari come sempre, ma su una paio di cose credo che abbia torto…
1) La Democrazia si esercita solo ed esclusivamente con la rappresentanza per cui gli eletti hanno ampia discrezione ad esercitarla liberamente senza vincolo di mandato come recita la Costituzione…
2) Limite ai mandati…? E perchè mai e in base a quali criteri…? Perchè 2 o 3 e poi basta…?
Convoglio su un’unico pensiero. Sartori, avezzo a platee più democratiche spererebbe (come la maggior parte di noi) che la nostra Democrazia assomigliasse loro. Intanto la Costituzione sul vincolo di mandado esprime meramente un concetto ma non un’articolazione più precisa come sarebbe utile…A mio parere troppo assolutistica. Ha ragione a sostenere che la democrazia si esercita soprattutto (lui direbbe esclusivamente, e questo mi pare un pò troppo) con l’eleggere i propri rappresentanti che avrebbero pieno titolo farlo, al tempo stesso la libertà del mandato parlamentare dà un’eccessivo potere agli onorevoli incrementato dalla debolezza dell’azione popolare che sancita fin dall’art. 1 (poi in altri dove si spiega il diritto a radunarsi, formare comitati ecc.) non risulta efficace soprattutto per il fatto che per avere un minimo di forza occorra aspettare 5 anni perchè a quel punto sembra non rimanga che il voto per esercitarla. Troppo poco per pretendere un bilancio serio ed efficace dell’azione politica che dev’essere fattiva ed incisiva e non arzigogolata e travisata da interessi del singolo che arrivano nel nostro Paese ad oltrepassare la decenza spesso e consistentemente. Scilipoti è solo la punta di un iceberg…Personalmente anch’io direi a braccio che se un politico è in gamba e riesce a dare in modo continuo al suo Paese in teoria non invecchia mai…ma il rinnovo delle persone è alquanto deficitario negli ultimi 30 anni mi pare per cui visto che nessuno nel nostro Paese assomiglia a Zapatero, Cameron o Clegg…sarà difficile che il rinnovo arrivi senza stimoli decisi, magari transitori fintantochè non si ottenga il risultato sperato.
Per cui anche il limite dei mandati dev’essere una condizione alla quale gli onorevoli dovrebbero assogettarsi, rendendo così il loro mandato più un servizio che un lavoro e cercando di fare in fretta ad approvare o modificare la legge elettorale dando ai cittadini la crocetta, vale a dire una o due preferenze su ogni scheda…anche nel caso che si scelgano i collegi uninominali essi risulterebbero deboli in tema di rappresentanza e meritocrazia se non si attuasse il meccanismo delle primarie che darebbero così legittimità al candidato unico…
Mi auguro che Sartori legga questi concetti e si confronti presto pubblicamente e compiutamente con gli stessi per approfondire il tema…
(cliccando sulla foto si arriva all’articolo di ieri su Il Corriere)
